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Venerdì 18 dicembre ore 17.45alt

Se mi vuoi bene, dimmelo

P. Angel Espinosa de Los Monteros

La casa-famiglia, secondo ilDecreto del Ministro per la Solidarietà Sociale del 21 maggio 2001, n. 308, è una «comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni» la cui finalità è l'accoglienza di minori, disabili, anziani, persone affette da AIDS, persone con problematiche psico-sociali .

I tratti di maggiore affinità con la famiglia sono i seguenti:

  • Presenza di figure parentali (materna e paterna) che la eleggono a loro famiglia, facendone la propria casa a tutti gli effetti.
  • Numero ridotto di persone accolte, per garantire che i rapporti interpersonali siano quelli di una famiglia.
  • La casa deve avere le caratteristiche architettonichedi una comune abitazionefamiliare, compatibilmente con le norme, eventualmente, stabilite dalle autorità sanitarie.
  • La casa deve essere radicata nel territorio, deve, cioè, usufruire dei servizi locali (negozi, luoghi di svago, istruzione) e partecipare alla vita sociale della zona.

Il Decreto Ministeriale stabilisce, nell'art. 3, che «per le comunità che accolgono minori, gli specifici requisiti organizzativi, adeguati alle necessità educativo-assistenziali dei bambini, degli adolescenti, sono stabiliti dalle Regioni». Tra i criteri organizzativi, le Regioni possono stabilire anche accorpamenti tra più comunità.

La speranza di incontrare l’uomo non può naufragare perché nel mondo ci sono molti dispersi.

Guidati dalla luce del Vangelo e dalla fede condivisa che ci pone accanto all’uomo, si è pensato, nel bel mezzo della nostra esperienza cristiana, di dar vita all’ Associazione di Volontariato Sociale “Elpis”.

Il cristiano è un mandato all’uomo e non avremmo vissuto la nostra fede se ci fossimo chiusi all’altro.

Fin dal 1983 un gruppo di ragazze si sono prese cura di alcune minori, che andavano alla deriva.

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